“Siamo ombra e luce. La danza degli opposti” – Quadri d’Autunno

Spettacolo itinerante nella Certosa di Bologna

Domenica 6 Novembre 2016, ore 18

 

certosa-nov-fronte-webSpettacolo itinerante in quattro quadri, con danza, musica e recitazione, attraverso alcuni suggestivi luoghi della Certosa. Una sintesi, con alcune variazioni, del cuore di “Siamo Luce ed Ombra” (evento svolto in giugno/luglio 2016), all’origine del suo significato.

 

Un percorso particolare, all’interno di un luogo speciale, in cui sperimentare poli opposti: vita e morte, giorno e notte, buio e luce, ma anche ragione e passione, sogno e follia…
Un’interpretazione artistica e visionaria del loro punto di contatto, del dialogo e dello scambio fra l’uno e l’altro, in continuo ed incessante movimento.

 

Attraverso la recitazione di testi e poesie e l’esecuzione di brani originali, accompagnati da musica, danza e dall’affascinante e perturbante scenario artistico della Certosa, lo spettacolo propone un’esperienza speciale di racconti e simboli, dall’Alfa all’Omega, seguendo le forme dell’Ouroboros, serpente primordiale, simbolo dell’infinito e dell’eternità.

 

certosa-nov-retro-webA cura di Emilia Sintoni – Sphera – www.sphera.events

 

Con Emilia Sintoni (danza), Liliana Letterese (recitazione), Elisa Piffanelli (pianoforte e canto), Emmanuela Susca (flauto), Valeria Bertolasi, Michela Checchi, Bianca Dorobat (danzatrici).

 

Ritrovo 30‘ prima (ore 17:30) all’ingresso principale (cortile chiesa – accesso da Viale Gandhi), via della Certosa 18.

 

Durata dello spettacolo circa 1h e 15 min . Il percorso si snoda in spazi coperti e/o al chiuso (Pantheon, Galleria tre Navate, Sala delle Catacombe).

 

Ingresso 10€, due euro verranno devoluti per la valorizzazione della Certosa. Prenotazione obbligatoria.

 

Info e prenotazioni: Alberto Rossi, responsabile comunicazione – 340 6435704 – press@sphera.events

 

partnersL’evento nei siti web dei partner istituzionali:
Museo Civico del Risorgimento, Bologna

Perché il cimitero della Certosa di Bologna?

 

Luogo di arte e bellezza.
Luogo dove vita e morte coincidono, sia per chi ha lasciato che per chi è rimasto.
Luogo che dà forme e vita, attraverso la sua monumentalità, le sue statue… alla presenza che in qualche modo continua.
Permette lo scambio affettivo, il ricordo, la comunicazione umana …

 

È un libro e un luogo di storia e, al contempo, un libro di racconti e storie umane e artistiche, personale e universale.

Luogo del ricordo, luogo di ri-nascita, luogo dell’ “essere” umano, sempre e comunque, luogo del passato, presente, futuro.

 

In fondo, come scrisse Pablo Neruda:

 

La nascita non è mai sicura come la morte. E questa la ragione per cui nascere non basta. È per rinascere che siamo nati.

Il nostro spettacolo è, come lo è il luogo in cui si svolge, collegato anche ad alcuni temi tipici del Romanticismo e simbologie ad essi riconducibili presenti in Certosa; questi temi, a cui ci ispiriamo liberamente, sono soprattutto la tensione dell’uomo, essere finito, verso l’Infinito; la sua ricerca di un bene o di un piacere al di là del “limitato” del mondo, in una visione di costante cambiamento, movimento incessante in fieri, struggente tensione verso l’immenso, l’illimitato.

 

Questo uomo romantico sente una sensazione di mancanza e vuoto, nega la supremazia della ragione illuministica, non più in grado di spiegare la totalità del mondo e la realtà nella loro complessità. Esplora allora l’irrazionale, il sentimento, la follia, il sogno, le visioni.
Prova una sensazione di inquietudine nei confronti dell’assoluto, un senso di continua e struggente tensione, un sentimento che lo spinge ad oltrepassare i limiti della realtà “terrena”, per rifugiarsi nell’interiorità e in una dimensione che supera lo spazio-tempo. Vive, allora, la poesia e l’arte come le più alte espressioni di spirito, di fantasia, di sentimento, espressioni spontanee che danno voce all’inquietudine dello spirito umano, alla tensione fra poli contrapposti quali reale e ideale, finito e infinito.

 

I luoghi dove si snoda lo spettacolo sono situati in diversi punti, ognuno associato e ispirato alla simbologia delle opposizioni-opposti, seguendo un tracciato circolare con un fil rouge dato dall’immaginario percorso Infinito dell’Ouroboros, con uno sguardo verso il punto di snodo in cui si incontrano e comunicano.

 

In ogni luogo-tappa del percorso avviene “qualcosa”, un evento collegato a queste opposizioni, in cui lo stesso utilizzo dei luoghi da parte degli interpreti è collegato alla simbologia proposta. Vedremo quindi diversi quadri con danza, musica, recitazione, canto; verranno eseguiti brani musicali del repertorio classico al flauto da Emmanuela Susca e brani originali al pianoforte e percussioni da Elisa Piffanelli.

 

Vi sarà la recitazione di racconti, poesie e brani di diversi autori e di una narrazione (La Venere Nera), liberamente ispirata al racconto La Vénus d’Ille di Prosper Mérimée, a cura di Liliana Letterese.